FRAMMENTI

nel giardino dei sentieri che si biforcano

Introduzione a ‘FRAMMENTI’

Frammenti nasce innanzitutto dalla consapevolezza che l’autore ha dei propri limiti: incapacità di restare concentrato a sufficienza su uno stesso tema; incurabile eclettismo; predilezione per la parola rapida e sintetica, ma densa e coinvolgente. Se a ciò si aggiunga: a) la probabile mancanza di vere storie da raccontare; b) la morbosa propensione al concettualismo; c) la micidiale inclinazione a costruire significati ponendo in relazione fra loro cose distanti; se, dicevo, si aggiunge tutto questo, si può capire come l’unica creatura letteraria che un indivuduo del genere possa partorire, non può che avere la forma stessa del world wide web: una ragnatela di esili legami che in certi punti si aggrovigliano a reggere frammenti (appunto), nodi di una rete potenzialmente illimitata che cercherà di saldare a se stessa tutte le altre reti parziali, fino a costituire la rete delle reti: la totalità – infinitamente perfettibile, espandibile, riferibile a sé stessa - di quanto l’umanità avrà scritto.

(Non mi nascondo che perseguire tale ambizioso progetto presenta il vantaggio non trascurabile di poter evitare la ricerca di un normale editore – come invece farebbe ogni autore normale – e perciò mi risparmia, oltre che la fatica della ricerca, anche le delusioni che normalmente tale ricerca riserva a quegli autori, diciamo, non in linea col mercato: per il semplice motivo che un’opera del genere è – lo si comprende bene – intrinsecamente irrappresentabile, non determinabile, non confinabile alla consueta linearità delle pagine di un normale libro stampato…)

[parlare di Borges e il giardino dei sentieri che si biforcano] 

[parlare del plagio necessario, vedi Lautreamont]

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