Il blog di Loris Bagnara

nel giardino dei sentieri che si biforcano

L’universalità di Cristo

Posted by Loris Bagnara su 15/10/2007

Il Cristianesimo ci insegna che con l’incarnazione di Cristo è stato sconfitto il peccato originale, riscattando così la condizione umana viziata alla radice dal male.
Ciò che io propongo, ora, è di valutare le implicazioni che discendono da un allargamento degli orizzonti fino a considerare l’eventualità che gli esseri umani non siano gli unici esseri pensanti dell’universo.
Quale sarebbe il ruolo di Cristo in tal caso?
Tutti gli essere pensanti nell’universo hanno bisogno di Cristo per la propria salvezza?
Tutti gli esseri pensanti dell’universo sono macchiati dal peccato originale?
Alla prima domanda si risponde dopo aver risposto alla seconda e alla seconda si risponde dopo la terza.
La logica direbbe che il ruolo di Cristo è realmente universale solo se tutti gli esseri pensanti (o meglio: tutte le specie di esseri pensanti) dell’universo hanno bisogno di Cristo per la propria salvezza, come accade all’umanità; ma Cristo è necessario alla salvezza solo se la creatura è insufficiente a ciò, ossia se la sua esistenza è viziata alla radice dal male.
Si danno solo due risposte alla terza domanda: sì o no: o si dà il caso che tutti gli esseri pensanti dell’universo siano viziati alla radice dal male, oppure si dà il caso che non tutti lo siano.
In quest’ultimo caso l’implicazione che ne discende è evidente: la terza ipostasi della divinità, il Figlio, sarebbe affatto superflua per tutti quelle creature pensanti che non sono contaminate dal male: l’universalità di Cristo e il concetto stesso della Trinità ne risulterebbero fortemente limitati, sminuiti.
Ma anche il caso opposto non sarebbe immune da pesanti conseguenze: supponiamo infatti che tutte le creature pensanti dell’universo siano contaminate dal male e che pertanto necessitino di Cristo per la propria salvezza: l’universalità di Cristo e la pienezza della Trinità risulterebbero ingigantite dall’allargamento degli orizzonti aldilà della sfera umana, ma a che prezzo però? Al prezzo di dover ammettere che tutte – ma proprio tutte – le creature di Dio hanno tradito le aspettative del Padre proprio come fece l’umanità.
È concepibile che tutte le creature di Dio nell’universo abbiano fatto cattivo uso del dono del libero arbitrio? Finché si trattava solo dell’umanità – cioè di un singolo caso, inteso come specie – potevamo anche crederlo; ma di fronte a una piaga universale non è forse lecito pensare che se il male è così capillarmente diffuso, lo si deve al suo creatore e non alle creature?
E inoltre: sarebbe già doloroso per un padre constatare che uno dei figli ha imboccato la strada del crimine ignorando i giusti insegnamenti ricevuti; nessuno darebbe la colpa al padre che ha fatto quanto umanamente possibile; ma che dire del Padre celeste i cui figli – tutti, dal primo all’ultimo, milioni, miliardi, miliardi di miliardi di liberi individui… – hanno mostrato di inclinare al male?
Possiamo immaginare un bilancio più catastrofico e fallimentare per un padre, non diciamo umano, con tutti i suoi limiti, ma divino e pertanto – in teoria – onnipotente?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: