Il blog di Loris Bagnara

nel giardino dei sentieri che si biforcano

Archive for the ‘Letteratura’ Category

SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE

Posted by Loris Bagnara su 13/01/2015

di Luigi Pirandello

Sinossi

Su un palcoscenico una compagnia di attori prova la commedia Il giuoco delle parti.

Irrompono sei individui, un Padre, una Madre, il Figlio, la Figliastra, il Giovinetto e la Bambina, personaggi rifiutati dallo scrittore che li ha concepiti. Essi chiedono al Capocomico di dare loro vita artistica e di mettere in scena il loro dramma.

Dopo molte resistenze la compagnia acconsente alla richiesta e i personaggi raccontano agli attori la loro storia perché possano rappresentarla.

Il Padre si è separato dalla Madre, dopo aver avuto da lei un Figlio.

La Madre, sollecitata dal Padre, si ricostruisce una famiglia con il segretario che lavorava in casa loro e ha da lui tre figli: la Figliastra, la Bambina e il Giovinetto.

Morto il segretario la famiglia cade in miseria, tanto che la Figliastra è costretta a prostituirsi nell’atelier di Madama Pace, dove la Madre lavora come sarta. Qui si reca abitualmente il Padre. Padre e Figliastra non si riconoscono e l’incontro viene evitato appena in tempo dall’intervento della Madre. Tormentato dalla vergogna e dai rimorsi, il Padre accoglie in casa la Madre e i tre figli. Ciò provoca il risentimento del Figlio e la convivenza diventa insostenibile.

Tra gli attori e i Personaggi si apre ben presto un contrasto insanabile.

Gli attori, nonostante gli sforzi, non riescono a rappresentare il dramma reale dei Personaggi, i loro sentimenti fondamentali, il vero essere di ciascuno: il dolore della Madre, il rimorso del Padre, la vendetta della Figliastra, lo sdegno del Figlio. Sulla scena tutto appare falso.

Questa incomunicabilità, che rende la vita autentica irrappresentabile, culmina nella scena finale in cui la storia finisce in tragedia, senza avere la possibilità di comprendere se essa sia reale o no: la Bambina annega nella vasca del giardino e il Giovinetto si spara.

Note critiche

Il dramma teatrale è del 1921.

È l’opera che rese celebre quasi all’improvviso Luigi Pirandello, trascinandolo anche in una iniziale polemica critica.

Fu rappresentata per la prima volta il 9 maggio 1921 al Teatro Valle di Roma, ad opera della Compagnia di Dario Niccodemi, con Luigi Almirante nel ruolo del Padre e Vera Vergani in quello della Figliastra.

È considerata la prima opera della trilogia del teatro nel teatro, comprendente Questa sera si recita a soggetto e Ciascuno a suo modo.

Accentrata sul problema dell’autonomia del personaggio (problema che fu considerato letterario e inconsistente da alcuni critici tra i quali Croce), quest’opera presenta sei personaggi appena abbozzati che pretendono dal loro autore una vita vera, una vita in svolgimento al di fuori della fissità raggelata e falsa dell’arte.

La tragedia dei Sei personaggi è la tragedia dell’incomprensione e dell’orrore. Di quella impossibilità di esprimersi, di comunicare e di toccare un fondo concreto e vivo delle cose del mondo, che resterà anche nei drammi seguenti una delle caratteristiche dell’arte di Pirandello.

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IL DIARIO DI MRT DEMML

Posted by Loris Bagnara su 04/04/2013

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Pubblicato in ebook e in vendita a 0,99 € su Amazon, Google Libri e in tutte le principali e-librerie.

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Il dado e la mappa di vetro

Posted by Loris Bagnara su 20/03/2012

L’ultimo romanzo di Cristiano De Liberato.

Può la passione per l’antichità portare due amici a vivere un’avventura che, nata come un gioco, si trasforma poco per volta in una sensazionale scoperta in grado di dare la risposta a uno dei più grandi interrogativi dell’umanità?

Il cerchio si chiude. Mentre riaffiorano eventi antichissimi, in una sorta di ping-pong tra l’America Latina, l’Europa e l’Asia, si intrecciano vicende del tutto impermeabili ai fatti e ai secoli trascorsi e che anzi acquistano proprio per questo un significato importante: tutto è rimasto così nascosto e indecifrato fino a oggi, perché solo adesso chi vuole può capire…

“Il mio intento non è certo quello di convincere, né tantomeno m’illudo di svelare un nuovo dogma…
Ma se riuscirò a instillare in voi un minuscolo, piccolissimo dubbio, ecco che allora l’aver letto questo libro, sicuramente, vi avrà reso più saggi.”

CDL


Concludo dicendovi che al lettore del libro è riservata una piccola sorpresa, che riguarda anche il sottoscritto… Non dico altro!

Acquistabile qui. Buona lettura.

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H.I.Q.

Posted by Loris Bagnara su 30/10/2011

Trentatrè brevissimi componimenti più un prologo: cento versi per H.I.Q. fra intuizioni filosofiche, riflessioni esistenziali, folgoranti visioni della natura.

Ebook scaricabile gratuitamente.

Buona lettura.

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FRAMMENTI: un progetto di iperletteratura

Posted by Loris Bagnara su 21/06/2009

In occasione della pubblicazione on line del mio progetto web ipertestuale FRAMMENTI, voglio inaugurare una serie di contributi sul tema dell’iperletteratura.
Inizio con questo articolo di Piero Bannucci, da La Stampa:

Scrittore, ti voglio ipertestuale
Libro dei libri, l’e-Book non sarà solo un nuovo modo di leggere. Sarà anche un nuovo modo di scrivere. Con l’e-Book il testo diventerà fatalmente un ipertesto. Lo scrittore un iper-scrittore. Pensate a Internet: la pagina Web che vi trovate davanti sembra piatta come lo schermo del computer. Ma in realtà è tridimensionale. Nel senso che sotto ogni parola cliccabile (link) si nasconde un altro testo: creano una relazione le diverse parti del discorso. Ma mentre la sintassi connette gli elementi della frase in modo sequenziale e obbligato, la rete dei link è ad accesso libero: differenza essenziale. Per i “classici” l’e-Book potrà offrire come ipertesto dizionari, apparati di note, commenti, documentazione. In saggi e manuali, le risorse ipertestuali sono ovvie e ricchissime. Ma per la narrativa le possibilità creative che si aprono sono davvero rivoluzionarie. La struttura di un romanzo classico – pensate ai Promessi Sposi – è sequenziale e a due dimensioni. Dal rapimento di Lucia alle nozze con Renzo si va lungo un percorso a senso unico. Un romanzo ipertestuale, invece, non è più sequenziale e ha tre dimensioni: la rete dei link rende l’opera strutturalmente “aperta” in un senso assai più radicale di quello che intendeva Umberto Eco nel suo saggio degli Anni ’60. Per adesso la narrativa ipertestuale, molto abbondante su Internet, non solo ha dato capolavori ma appare velleitaria e stucchevole. Certo però non sarà sempre così. Quando uno scrittore autentico si impadronirà dei protocolli ideati al Cern da Tim Berners-Lee per Internet, l’umanità scoprirà un nuovo potente strumento espressivo. In fondo Manzoni, con le sue digressioni storiche sulle “gride” e sui trascorsi della monaca di Monza, ci ha dato degli ipertesti. Soltanto gli mancavano i link. Le neuroscienze insegnano che l’emisfero sinistro del nostro cervello è analitico ed elabora la parola scritta mentre quello destro è sintetico e dedicato alla percezione spaziale. Dunque il testo si rivolge solo all’emisfero sinistro, l’ipertesto con la sua spazialità, a tutti e due. Se questo è vero, l’iperletteratura ha potenzialità enormi. Naturalmente per approfittarne ci vuole un Manzoni.

[fonte: http://www.mecenate.info/articolo.asp?id=8]

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Le Avventure di Jason Velasco

Posted by Loris Bagnara su 26/04/2009

“ Su un lontano pianeta ho conosciuto individui il cui destino è singolarmente triste. Di supremo intelletto e raffinata cultura, d’animo nobile e sensibile, intraprendenti e audaci, generosi ed altruisti, creatori di una civiltà che noi neppure sapremmo immaginare, questi individui devono la loro sopravvivenza fisica ad esseri d’una specie inferiore che vivono abbarbicati sulle loro teste, inseparabilmente: esseri infimi e bestiali, incapaci d’un pensiero, nonchè della minima emozione.
“ Quegli individui superiori, dediti al Pensiero e devoti all’Arte, toccati dal Bello e dall’Armonia della Natura, non sanno reprimere un’angosciosa ripugnanza per gli sgraditi compagni che il Destino ha legato a loro in simbiosi. Così, nel malinconico animo di quel popolo, la consapevolezza del proprio valore si unisce al senso di un’irrimediabile imperfezione. ”

[Tratto dalle Avventure di Jason Velasco]

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ARCANI

Posted by Loris Bagnara su 01/01/2009

… è il mio nuovo progetto poetico, che scaturisce dall’incontro di un ideale con un limite. Un positivo con un negativo.

L’ideale (il positivo) è quello di una letteratura intertestuale, svincolata dal supporto cartaceo: una letteratura di cui il world wide web, per la prima volta, ha lasciato intuire la forma e ne ha resa manifesta la possibilità (aggiungerei la ‘necessità’), ma di cui al momento esso è appena un pallido riflesso, come l’universo fisico nei confronti delle idee platoniche.
Il limite (il negativo) è rappresentato dalla mia personale incapacità di dare una forma organica all’insieme dei componimenti prodotti nell’arco di oltre vent’anni, dall’adolescenza ad oggi. Più volte m’era parso di poterne ricavare almeno una silloge, selezionando alcuni dei componimenti in base a reciproche affinità e contenuti, nonché a criteri formali ed estetici. Tutto inutile. Ogni volta che m’era parso di conseguire un risultato, se non senz’altro valido, almeno accettabile, si manifestava il tarlo del dubbio a suggerirmi di togliere questo e aggiungere piuttosto quello, lasciato prima forse ingiustamente in disparte. E allora perché non quell’altro anche, a cui mi legavano particolari emozioni e antichi ricordi? Ma non appena sostituite alcune tessere, il mosaico della silloge così faticosamente concepito saltava all’aria: non aveva più alcun senso, una nuova struttura andava concepita e una nuova selezione andava fatta.

E così accadde molte e molte volte.

Perché allora, si dirà, non costruire una silloge di tutto il materiale, senza esclusione alcuna? No, non era possibile: troppo diversi fra loro i componimenti: per ispirazione, contenuti, strutture formali, lingua, capacità espressive, maturità umana e stilistica. Ne sarebbe uscita forse una raccolta antologica appropriata per un poeta scomparso (a prescindere da qualunque giudizio di valore, ben inteso), ma certamente non una silloge organica, degna opera prima di un poeta, se non più giovanissimo, ancora abbastanza giovane…

Non, su carta questa operazione non avrebbe funzionato.

Su carta no, ma… sul web? Perché allora non pensare ad un ipertesto che raccolga tutti i componimenti, senza pretendere di assegnare loro un forma chiusa, un significato globale predeterminato, ma suggerendo una struttura aperta a molteplici percorsi di lettura e livelli di significato? Un’operazione impossibile, per sua natura, sulla carta, ma naturalissima nel mondo di internet.

E così nacque ARCANI.

Lo strumento che ARCANI utilizza, dal punto di vista informatico, è semplicemente un blog, benché non appaia tale: le etichette (tag) sono utilizzate per contrassegnare ogni componimento con un particolare significato (anche più d’uno per un componimento), in modo tale che, richiamando un’etichetta, si richiama la selezione dei componimenti contrassegnati. Nello specifico, ho immaginato di intersecare la totalità dei miei componimenti con i ventidue arcani dei tarocchi, che anch’essi costituiscono una totalità: la totalità dei significati con cui il pensiero esoterico interpretava il mondo. Un’altra serie di etichette contrassegna i componimenti sulla falsariga di un’altra visione totalizzante, sempre attinta dal pensiero esoterico: la Grande Opera alchemica nelle sue fasi (Solve et Coagula, Nozze alchemiche). Con qualche ironica libertà: come quando riservo, ai miei componimenti più strambi, una sezione intitolata Loppe d’Athanor: scorie d’altoforno: sottoprodotti. Come limatura di ferro in un’officina, o trucioli di legno in una segheria.

È chiaro che molto lavoro ancora andrà fatto. Lo strumento informatico del blog non è particolarmente sofisticato, ha limiti evidenti e pertanto i percorsi di lettura e i livelli interpretativi sono ben lontani dall’essere infiniti; ma sono tuttavia molteplici, ed è questo ciò che conta, al momento: indicare una via che, è mio auspicio, possa essere seguita da altri.

Poiché questa letteratura, la letteratura del futuro, sarà sempre meno voce lirica individuale, e sempre più canto corale collettivo.

ARCANI è al sito http://lorisbagnara01.blogspot.com/

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Voci del tubo (catodico)

Posted by Loris Bagnara su 11/01/2008

Dall’etra gassoso — stazioni emittenti
diffondono farse — tivù per dementi
bifolchi prognati — di servo stupor:
le voci del catodo — arrivan suadenti
dissolvono dubbi — allevian le menti
promettono fama — ricchezza ed amor!

Psichiatri bavosi — scrittori indecenti
contorni di false — faccine ridenti
beoti beati — di gloria e clamor
inviati speciali — giullari serventi
di poco onorevoli — ricchi e potenti
baldracche rifatte — di falso turgor;

ministri di culto — esperti d’occulto
politici e ladri — in cerca d’indulto
fan gara a portare — il livello più giù;
la legge del catodo — esige l’insulto
la zuffa lo schiaffo — la mischia il tumulto:
con questi ingredienti — l’ascolto va su!

Il volgo è sereno — nel gran bel paese
lo Stato profonde — e non bada a spese
stan tutti nel giuoco — finché può durar;
ma v’è chi s’indigna — e quindi s’appresta
a chiudere il giuoco — a spegner la festa
e furbi e ladroni — a sì castigar!

Un volgo disperso — repente si desta
intende l’orecchio — solleva la testa
dai catodi invasi — da insulsi talk show
percosso da novo — e crescente romor!

È chiaro il sistema — tangenti e mazzette
gli appalti una torta — divisa per fette
« Lo scandalo è ora — che debba finir! »
è il grido di guerra — di ogni procura
qui non si indietreggia — qui non si ha paura
chiunque ha sbagliato — si deve punir!

Dai guardi dubbiosi — dai pavidi volti
qual raggio di sole — da nuvoli folti
traluce de’ padri — la fiera virtù:
ne’ guardi ne’ volti — confuso ed incerto
si mesce e discorda — lo spregio sofferto
col misero orgoglio — d’un tempo che fu.

S’aduna voglioso — si sperde tremante
per torti sentieri — con passo vagante
fra tema e desire — s’avanza e ristà;
e adocchia e rimira — scorata e confusa
de’ crudi signori — la turba diffusa
che fugge le toghe — che sosta non ha.

Ansanti li vede — quai trepide fere
lucenti per tema — le calve criniere
le patrie galere — d’Italia stipar;
e quivi deposta — l’usata minaccia
la stolta superbia — la pubblica faccia
i complici ansiosi — ansiosi guatar.

Un volgo disperso — repente si desta
intende l’orecchio — solleva la testa
dai catodi invasi — da insulsi talk show
percosso da novo — e crescente romor!

E sopra i gementi — con avido brando
quai cani disciolti — correndo frugando
da ritta da manca — guerrieri venir:
li vede e rapito — d’ignoto contento
con l’agile speme — precorre l’evento
e sogna la fine — del duro servir.

Udite! Quei forti — che tengono il campo
che ai vostri tiranni — precludon lo scampo
son veri italioti — del piano padan:
sospeser le gioie — d’uffici lucrosi
assursero in fretta — dai campi operosi
chiamati repente — da squillo guerrier.

A torme di terra — passarono in terra
cantando giulive — canzoni di guerra
ma i ricchi opifici — pensando nel cor:
han carca la fronte — di torvi pensieri
han teso coccarde — sui loro destrieri
fur tutti a Pontida — che cupa tuonò.

E già ’l volgo sogna — ‘l suo novo futuro
è forte quel duce — che dice l’ha duro
il suo brando levato — che tregua non dà;
promette a quel volgo — riscatto sicuro
i rei dello scempio — saran messi al muro
chi ha troppo dato — il maltolto riavrà.

Un volgo disperso — repente si desta
intende l’orecchio — solleva la testa
dai catodi invasi — da insulsi talk show
percosso da novo — e crescente romor!

Novanta più quattro — è l’anno mondiale:
un grido percorre — l’intero stivale
a unire ogni cuore — ne’ patri color:
e già “Forza Italia!” — è l’inno stranito
che il furbo politico — ha messo a partito
chiamando a dar voto — ai moti del cuor.

« Dell’Utri mafioso! » — Santoro fazioso
con Biagi e Luttazzi — è messo a riposo
l’Editto di Sofia — fa purga in tivù:
un solo padrone — controlla i mass media
danaro e potere — concentrano invidia
sull’uomo che aspira — a salire più su.

Poi uguale sinistra — avvicenda la destra
la danza non cambia — la stessa minestra
gli antichi costumi — son duri a morir:
riapron le porte — ai vecchi dannati
son santi son martiri — perseguitati
che iniqua giustizia — volle colpir!

« Le toghe brandiscono — falci e martelli! »
si sguainano spade — s’incoccan quadrelli
schierate le parti — son pronte a pugnar:
si vedon le lance — calate sui petti
a canto agli scudi — rasente agli elmetti
si senton le frecce — fischiando volar.

« In Mediaset virtus » — « Fininvest insana »
lo scontro si alza — la gente si sbrana
prevalgon l’ingiuria — il colpo sleal:
ma è tutta una scena — pel popol balordo
di sotto’l baccano — v’è’l tacito accordo
di fare attenzione — a non farsi del mal.

E il premio sperato — promesso dai forti
sarebbe o delusi — rivolger le sorti
d’un volgo disperso — por fine al dolor?
Tornate alla vostra — tivù spazzatura
alle opere soap — alla falsa cultura
bifolchi prognati — di servo stupor!

Il forte si mesce — col vinto nemico
col novo signore — rimane l’antico
l’un popolo e l’altro — sul collo vi sta
dividono i servi — dividon gli armenti
si posano insieme — sui campi cruenti
d’un volgo disperso — che nome non ha.

Il volgo disperso — ritorna alla siesta
distoglie l’orecchio — reclina la testa
ai catodi invasi — da insulsi talk show
colpito da novo — e crescente torpor!

Dall’etra gassoso — stazioni emittenti
diffondono farse — tivù per dementi
bifolchi prognati — di servo stupor:
le voci del catodo — arrivan suadenti
dissolvono dubbi — allevian le menti
promettono fama — ricchezza ed amor!

Ministri di culto — esperti d’occulto
politici e ladri — in cerca d’indulto
fan gara a portare — il livello più giù;
la legge del catodo — esige l’insulto
la zuffa lo schiaffo — la mischia il tumulto:
con questi ingredienti — l’ascolto va su!

Psichiatri bavosi — scrittori indecenti
contorni di false — faccine ridenti
beoti beati — di gloria e clamor
inviati speciali — giullari serventi
di poco onorevoli — ricchi e potenti
baldracche rifatte — di falso turgor;

è tutto perduto — perfino il pudor.

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